Riqualificazione San Martino: progetto da migliorare

Con il clima che cambia servono più alberi e superfici permeabili, non la nuova piazza in pietra.


L’emergenza climatica la conosciamo tutti e anche il ruolo importantissimo che gli alberi e le zone verdi hanno nell’abbassare la temperatura delle nostre città.
Il progetto dell’area San Martino a Conegliano non è pubblicato, ma Europa Verde Sinistra Piave lo ha chiesto nel 2021 con una domanda di accesso civico.
“In realtà non si tratta di un ampliamento del parco – afferma uno dei portavoce Amedeo Fadini – tutto è orientato alla nuova piazza e all’inserimento di nuovi elementi architettonici. La nuova parte in erba dietro la pensilina compensa appena il parcheggio di Via Sauro.
L’unico verde aggiuntivo è una nuova aiuola di 30 metri per dieci a fianco della Chiesa con i 5 carpini in sostituzione dei sei pini domestici.

Il progettista afferma di voler di “sfoltire il giardino ed eliminare piante anche di grandi dimensioni non autoctone: i pini marittimi” A parte la confusione tra pini marittimi e domestici si parla di “eliminare le zone d’ombra” che non permettono la crescita dell’erba. Ma siamo sicuri che con il caldo di questi giorni le persone rinuncino volentieri all’ombra di un grande albero in cambio di un tappeto erboso da fotografia?

“Non si possono semplicemente ‘sostituire‘ gli alberi – prosegue l’altra portavoce Alessandra Zoppas – bisogna tenere conto che un grande albero non rappresenta solo l’ombra sul terreno ma una serie di relazioni con le altre piante e con l’ecosistema. Abbattere i grandi cipressi del sagrato e i due grandi cedri nei pressi della cabina ENEL non ha senso”.

Siamo molto lieti per la riqualificazione dell’area iniziata lunedì con la demolizione del fabbricato ma chiediamo che si metta mano al progetto di fattibilità per migliorarlo nei successivi passaggi:

  • se davvero abbiamo disponibili 2 milioni di euro da spendere in opere pubbliche chiediamo di indirizzarli verso il progetto della nuova biblioteca, di cui il giardino è complementare;
  • si proceda ad una valutazione di dettaglio delle alberature che valorizzi l’esistente e progettare il giardino come parte di un’unica grande infrastruttura del verde urbano;
  • l’adesione del comune di Conegliano al Patto dei Sindaci prevedeva un piano di adattamento climatico mentre il taglio degli alberi ad alto fusto va nella direzione opposta.

Alessandra Zoppas, Amedeo Fadini

Co-portavoce Europa Verde Sinistra Piave

Idee Verdi per Treviso

Queste sono alcune proposte del Circolo Grande Treviso Green di Europa Verde – Verdi per una Treviso sostenibile dalle periferie al centro.

Comunità energetiche

Come previsto dal D.L. 162/2019, le comunità energetiche vedono coinvolti enti comunali,
famiglie, imprese private, istituti pubblici, cooperative e aziende agricole il cui obiettivo
principale è fornire benefìci ambientali (e non profitti finanziari), per affrontare il tema del
cambiamento climatico e dell’inquinamento.

Cemento saldo zero

Per fermare il consumo di ulteriore territorio proponiamo che per ogni nuova costruzione si debba provvedere ad una demolizione di pari superficie, anche utilizzando il credito edilizio, come previsto dal PTRC; in questo modo le aree degradate riacquisterebbero valore e sarebbe possibile ottenere una rigenerazione urbana.

Stop a nuovi centri commerciali: il vero centro commerciale di Treviso deve essere il suo centro storico. I centri commerciali uccidono le piccole e medie attività commerciali già esistenti sia in centro che in periferia.

Mobilità

Filobus e mobilità sostenibile elettrica e ciclabile:

Per la Città di Treviso proponiamo la reintroduzione dei filobus: quelli moderni hanno batterie accessorie per proseguire senza fili nei centri storici salvaguardano il paesaggio (come nella Città Cagliari). Trasporto pubblico e sostenibile (bici, monopattino) come prima opzione per muoversi in città. Potranno essere sviluppati parcheggi scambiatori a pagamento e mezzi gratuiti (bus navetta ai quattro angoli della città). Vogliamo dimostrare che la città è vivibile anche senza auto (ad esempio, il parcheggio piazza Vittoria aumenterebbe il numero di auto in centro, oltre a presentare parecchi aspetti per la sua realizzazione).

Il Biciplan “ ciclopolitana “ (proposto oltre dieci anni fa) rappresenta uno strumento di pianificazione per rispondere all’emergenza ambientale, ma anche alla necessità di mobilità e di vivibilità per mettere in sicurezza i collegamenti ciclabili.

La rete ciclabile prevista dal Biciplan è costituita da un percorso ciclopedonale principale lungo l’anello della circonvallazione esterna delle mura della città e da un sistema di percorsi radiali ricavati sulla viabilità principale, per un totale di circa 194 km. Purtroppo poco si è fatto per concretizzare il piano. Attualmente la rete ciclabile esistente è costituita da percorsi ciclopedonali, da semplici corsie ciclabili (pochissime bidirezionali) non collegate tra loro e spesso sconnesse perché prive di interventi. Anche in centro storico le poche vie per due ruote esistenti non sono razionali, iniziano o finiscono nel nulla, e girare in bicicletta è spesso uno slalom tra auto, autobus e pedoni. Siamo ben lontani da una rete ciclabile che risponda alle specifiche del progetto.

Proponiamo la liberalizzazione della A27: infatti, il traffico di attraversamento può essere interessato alle diverse proposte. Chiediamo anche a gran forza che la Regione si attivi per la concretizzazione della Metropolitana di superficie.

Accessibilità

Treviso deve diventare una città accessibile: cicalini per non vedenti a tutti i semafori, parcheggi a disposizione dei disabili e delle neomamme, rimozione delle barriere architettoniche. Bisogna costruire una città sicura e accessibile (rifacimento marciapiedi, rampe, strade) a bambini e anziani.

Città intelligente e tecnologica

Treviso va pensata come una città intelligente: l’utilizzo delle nuove tecnologie deve servire per migliorare l’ambiente e la qualità della vita dei cittadini. Si può trarre ispirazione dalle esperienze virtuose di città che hanno avviato percorsi di smart city.

Sicurezza e Inclusione

Per una Città sicura proponiamo la prevenzione del disagio giovanile attraverso un potenziamento dei servizi sociali e una forte azione nei confronti delle famiglie. Vogliamo strade più sicure con la prevenzione degli incidenti attraverso il monitoraggio dei punti critici. Inoltre, per noi è essenziale costruire una Treviso inclusiva e accogliente, contro ogni discriminazione.

Verde urbano, ecologia e natura

Pensiamo che il Parco e le risorgive della Storga e debbano essere considerati un patrimonio della città. Vogliamo una Città più verde, una Treviso che al centro della Marca possa essere un corridoio ecologico tra le montagne e il mare: si devono potenziare le infrastrutture verdi e blu creando nuovi viali alberati, boschi urbani e tutelando la rete di fiumi e canali esistenti (Treviso è “Città d’Acque”).

Turismo

Treviso deve diventare una città Europea: bisogna far conoscere le eccellenze trevigiane in Europa (culturali, artistiche -urbs picta- enogastronomiche, economiche) e fare gemellaggi con altre città rivitalizzando quelli esistenti a partire da Orleans.

Giovani e nuove generazioni

Treviso Giovane: è necessario migliorare i servizi per giovani (Progetto Giovani va maggiormente valorizzato) e incrementare le opportunità di coinvolgimento in progetti per migliorare la città e renderla più attrattiva e smart (la Città non può permettersi di perdere iniziative, come è avvenuto con il Restera Art District), in collaborazione con le diverse associazioni.

Infrastrutture

Fognature

Gran parte del centro città e della periferia non è coperta dalle fognature. In molti casi queste ci sono, ma non sono collegate fra loro o sono gestite da privati. L’amministrazione
comunale deve collaborare con ATS– che ha competenza sulle fognature – per dare il via ad un
serio intervento su questo tema, anche attraverso i fondi del PNRR (Investimento 4.4: fognatura e depurazione).

Strade

Gran parte delle strade di Treviso, sia in centro, ma soprattutto fuori dal centro storico
versano in situazioni di degrado: il manto stradale spesso è sconnesso, crepato e presenta
diverse buche (numerose emissioni inquinanti provenienti dall’usura di freni, pneumatici e
asfalto). È fondamentale, per una mobilità realmente più sostenibile dal punto di vista ambientale, che siano riqualificate via via tutte le reti viarie principali e secondarie della città.

Scuole

L’aerazione dei locali è considerata un’attività fondamentale per il contenimento dei casi da Covid-19 (ma in genere per il benessere nelle aule scolastiche) e dopo due anni dalla chiusura delle scuole sono finalmente arrivate le linee guida sugli impianti di aerazione meccanica che stabiliscono gli standard minimi di qualità dell’aria negli ambienti scolastici.

L’amministrazione deve presentare un progetto di intervento (i finanziamenti ci sono) su tutte le scuole del comune.

Inoltre, va valorizzato l’aspetto verde delle scuole: i loro giardini vanno curati e mantenuti come fonte di refrigerio estivo per i bambini. Sarebbe anche interessante pensare a dei progetti comunali per la realizzazione di orti e giardini scolastici da parte degli scolari (non solo dei più piccoli), volti a maturare una maggior consapevolezza della flora locale.

ODG per un Registro dei Progetti Esistenziali di Vita

È stato presentato per la discussione al Consiglio Comunale di Montebelluna un ODG affinché venga istituito un Registro per i Progetti Esistenziali di Vita per le persone con disabilità.
L’ODG, che è ispirato dalla mozione approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale del Veneto, e che ha come prima firmataria la Consigliera Regionale di Europa Verde Cristina Guarda, è stato presentato dal Gruppo INSIEME PER MONTEBELLUNA con prima firmataria la Consigliera Comunale Ilaria Torresan, esponente di Europa Verde della Marca Trevigiana, e con il pieno supporto del Capogruppo Francesco Bortignon e della Consigliera Fernanda Favotto.


Il Consiglio Comunale di Montebelluna lo ha calendarizzato per la discussione in Commissione politiche sociali e familiari giovedì 26 maggio e nel prossimo Consiglio Comunale di lunedì 30 maggio.
Dice la Consigliera Torresan: <La Convezione ONU sui diritti delle persone con disabilità mira a far affermare le libertà fondamentali di queste persone ed i loro diritti. Infatti, l’art. 10 della Convenzione sottolinea il diritto alla vita delle persone disabili: “Gli Stati Parti riaffermano che il diritto alla vita è connaturato alla persona umana ed adottano tutte le misure necessarie a garantire l’effettivo godimento di tale diritto da parte delle persone con disabilità (…)”>.
Prosegue inoltre Torresan: “Il “Registro dei progetti esistenziali di vita” sarà un registro pubblico nel quale si potranno annotare preferenze, gusti, desideri, aspirazioni e anche sentimenti, gesti ed attività quotidiane, svolte da persone con disabilità che fino ad ora non hanno trovato spazio in altri strumenti normati, per poter gestire la propria sfera intima e quindi basilare per la propria esistenza.
Bisogna tenere conto che le persone con disabilità non sempre riescono a riferire i loro desideri, perché ci sono problematiche che rendono difficile, se non impossibile, esprimere il proprio pensiero.
Sul nostro territorio diverse sono le Associazioni di familiari di persone con disabilità, che chiedono che venga riconosciuto il diritto dei propri cari di essere riconosciuti prima di tutto come persone, e non freddamente come “utenti”. Il problema che più di ogni altro viene sollevato è “chi ci sarà dopo di noi”. Chi ci sarà a prendersi cura e quantomeno a capire e conoscere le esigenze fondamentali e
giornaliere del proprio caro.
In quest’ottica nasce questo progetto che vuole essere una sintesi oggettiva di tutte le “informazioni affettive e personali” che diventano basilari nel caso venga a mancare la figura di riferimento, che sia genitore o amministratore di sostegno, e garantisca un buon proseguo di vita alla persona.
Il documento potrà essere variato, anche dopo la sua presentazione, cambiare a seconda dell’età e delle tipologie di esigenze che via via si modificheranno o si aggiungeranno al proprio “ testo di vita”.
Per poter richiedere di essere iscritti in questo speciale registro, bisognerà:
● essere residenti nel comune di Montebelluna
● Risultare affetti da una disabilità ai sensi della legge 104/1992, accertata con modalità indicate nell’art.4 della stessa legge
La registrazione al progetto dovrà essere gratuita e subordinata al supporto degli “accompagnatori alla procedura” (tramite una Commissione appositamente istituita, individuando soggetti con specifiche competenze in ambito sociale-assistenziale che guidano e supportano, incontro per incontro, l’interessato o il richiedente nella redazione formale del Progetto).

Una volta presentato il progetto, depositato e custodito presso gli Uffici dell’Anagrafe, dovrà essere tenuto in considerazione anche quando i genitori e le persone più vicine alla persona con disabilità non ci saranno più e non potranno più assistere il proprio caro, al fine di garantire la piena contiguità del Progetto di vita alle volontà della persona che lo redige.”

Tuteliamo gli alberi!

Piantare alberi è uno dei gesti più utili che un’amministrazione comunale possa fare, specialmente per i benefici che gli stessi portano in termini di riduzione degli inquinanti, dell’effetto isola di calore urbano, di assorbimento della CO2 e di aumento della biodiversità. Ma in quanto esseri viventi gli alberi hanno bisogno di cure costanti, soprattutto nei primi mesi dopo la messa a dimora e quando la piantumazione avviene nel periodo meno adatto dell’anno, l’estate.

Fonte: La Tribuna di Treviso

Se da un lato il Comune di Treviso si fregia di un gesto nobile, distribuendo nei quartieri bellissime piante adulte a pronto effetto, dall’altro pare non stia provvedendo ad adeguate irrigazioni di soccorso condannando i neo-impianti a morte certa, con conseguente spreco di denaro pubblico. Lo sanno bene i residenti del quartiere Santa Maria del Rovere che hanno dovuto abbeverare le dieci farnie (Quercus robur) collocate di recente in via Ricci per evitare loro lo stress idrico irreversibile.

Ricordo che secondo il Regolamento per la tutela del Verde pubblico e privato di Treviso, “l’amministrazione Comunale si impegna a tutelare, attraverso l’operato dei propri uffici…, il verde pubblico e privato del proprio territorio, in quanto esso costituisce importante risorsa naturale e patrimonio storico-ambientale della città”.

Europa Verde-Verdi chiede che il regolamento sia preso alla lettera e consapevole del ruolo fondamentale del verde urbano per il benessere psicofisico dei cittadini, si impegnerà al loro fianco perché esso non sia considerato solo un mero elemento d’arredo, ma una vera e propria infrastruttura da implementare e valorizzare.

Luca Saccone

Co Portavoce Circolo Grande Treviso Green di Europa Verde – Verdi

Superstrada Pedemontana e impatto ambientale

Pubblichiamo il comunicato della Federazione Provinciale di Europa Verde – Verdi della Marca Trevigiana e la dichiarazione di Cristina Guarda, Consigliera regionale di Europa Verde – Verdi del Veneto.

Apprendiamo dalla stampa le “grandi manovre” per terminare entro maggio la devastante, sia sotto il profilo economico che ambientale, “superstrada Pedemontana a pagamento”, con prospettati “benefici” irrisori per il territorio. La fretta di chiudere da parte del concessionario è comprensibile poiché, nonostante i rilievi della Corte dei Conti, le penali verranno computate solo al termine dei lavori sul ritardo complessivo. Non per questo, però, la Regione Veneto non deve rinunciare al suo dovere di vigilanza.


Chiediamo al Presidente Zaia e al Sindaco di Villorba almeno di dire pubblicamente e immediatamente ai Cittadini, per il tratto che interessa Villorba come si intende risolvere il problema della vecchia discarica il cui accesso è in Via Marconi a Villorba, che già da tempo è al centro dell’attenzione per la presenza di rifiuti tossici e pericolosi (tra i quali amianto).
Legambiente Treviso aveva, in una lettera inviata alle Autorità il 23 marzo 2018, sollecitato la messa in sicurezza della stessa discarica, noi non possiamo che ribadire detta richiesta, rilevando che ad ora nulla pare sia stato fatto per garantire la sicurezza e la salute dei cittadini e delle cittadine di Villorba e Spresiano, potenzialmente esposti alle polveri sottili che i lavori di scavo porteranno a sviluppare.


Ciò perché a noi di Europa Verde-Verdi della Marca Trevigiana interessa prima di tutto la salute dei Cittadini e la salvaguardia del territorio non ancora devastato dai tempi di Galan ad oggi, rilevando inoltre come nella progettazione di quest’opera, al pari di tante altre, si sia proceduto con poca attenzione nei confronti dei possibili danni ambientali e delle conseguenti ricadute sulla popolazione.

F.TO
Elisa Casonato – Daniele Tiozzi – Portavoce provinciali Europa Verde -Verdi della Marca Trevigiana,
Stefano Dall’Agata – Circolo Grande Treviso Green Europa Verde – Verdi

Lavori SPV in provincia di Treviso, Cristina Guarda (EV):”La tratta di Spresiano rallentata dalla discarica. Non sottovalutiamo ancora una volta l’impatto ambientale”.

La Consigliera regionale di Europa Verde, Cristina Guarda, interviene sui lavori della SPV in provincia di Treviso, alla luce di una sua interrogazione in Consiglio regionale: “La Pedemontana peserà sulle tasche dei Veneti per i suoi costi di realizzazione, ma anche per le tariffe esose. A questo si aggiunge il rischio di un elevato costo ambientale di questa opera, già accreditata da molti come esempio lampante di opera non sostenibile dal punto di vista ambientale. Infatti, apprendo dalla risposta della Giunta regionale a una interrogazione che le operazioni all’interno della discarica di Villorba sono sotto stretta osservazione, proprio perché concausa del ritardo dei lavori nella tratta con Spresiano. Mi auguro che in questo caso non venga adottata la fallimentare strategia impiegata a Cassola, in provincia di Vicenza, dove si autorizzò la modifica della tratta SPV con una variante dal costo totale di 65 milioni di euro, questo per circumnavigare la discarica GIE senza procedere alla sua bonifica. Le bonifiche dei siti inquinati sono necessarie quanto il contenimento dell’impatto ambientale di opere come la Pedemontana.”

Piscine e sostenibilità ambientale

In merito alle affermazioni riportate, su un post, dal nostro sindaco Marcon, ci sentiamo in dovere di chiarire alcuni concetti, che per noi sono essenziali.

Iniziamo col dire che la sostenibilità è un concetto che racchiude in se una progettazione globale di comunità. Non si tratta mai di singole iniziative, perché è una buona pratica realizzata tramite un sistema sinergico e propositivo in cui entrano in gioco dei fattori che non si escludono ma che anzi devono rafforzarsi a vicenda : Sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Una piscina in centro di quelle proporzioni non è sostenibile, soprattutto perché non vi è un progetto che faccia rientrare Castelfranco all’interno di un sistema sostenibile.

E’ stata citata la piscina di Bressanone ed il suo parcheggio.

Bressanone è una cittadina che fa parte di un progetto di sostenibilità, citiamo testualmente dal sito del comune di Bressanone un avviso riguardante i parcheggi:

“A Bressanone, come in molte altre città, il cosiddetto traffico di ricerca di parcheggio causa traffico e inquinamento inutili. Pertanto, il comune di Bressanone ha deciso di introdurre un sistema dinamico di guida al parcheggio.
Per i 3 parcheggi sotterranei, è prevista la visualizzazione dei posti auto liberi in tempo reale sui vari tabelloni del sistema di guida al parcheggio”.

Ci sono 3 parcheggi sotterranei, perché l’urbanistica è stata pensata per una città in cui prediligere la mobilità sostenibile.

Il centro e le piazze sono tutte zone ZTL e le corse degli autobus, che vanno da una parte all’altra della città, sono attive. In questo modo le persone risparmiano sul carburante, l’ambiente è più salubre e le piazzette sono vivibili, per stare tranquillamente seduti senza prendersi il gas di scarico delle macchine.

Inoltre ci sono molte zone verdi, si utilizzano i Led per l’illuminazione pubblica, una moderna illuminazione che aumenta la sicurezza, favorisce il basso consumo energetico, tutela l’ambiente e consente un grandissimo risparmio per le tasche dei cittadini. Dal 2017 all’interno del comune c’è un gruppo progettuale per persone diversamente abili, che lavorano per realizzare una città ancora più libera da ogni tipo di barriere.

Bressanone conta circa 21.000 abitanti, contro i 33.000 di Castelfranco ed in più non c’è lo stesso contesto ambientale, e la stessa percentuale di inquinamento.

L’ultima cosa, la raccolta firme non è qualcosa contro l’amministrazione, ma è un sistema democratico, per dare voce ai cittadini.

Sarebbe anche una cosa importante l’ascolto di chi giornalmente vive sulle proprie spalle problemi e situazioni che potrebbero essere discussi e risolti “insieme”.

La nostra politica verde non è urlata o offensiva e non intende criticare per il gusto di farlo. Noi esprimiamo solo il nostro pensiero, che speriamo possa essere compreso e apprezzato, da tutti.

Lucia Ammendolia e Giovanni Colombo

Europa Verde – Verdi della Castellana

Ringraziamo Lucia Russo de il Gazzettino per il bell’articolo:

Sbancamenti a Confin, il comune tace e i lavori proseguono: è davvero questo il paesaggio che vogliamo?

Dopo un po’ di pausa a seguito degli articoli di giornale assistiamo alla ripresa dei lavori,
ancora un giorno di spostamento terra in val di Caldaz dove al continuo rumoreggiare delle ruspe si contrappone il silenzio assordante degli organi deputati al controllo di questo territorio.


Una valle che mostra la sua fragilità soprattutto ora che non piove da molto e il cielo coperto sembra chiamare quelle piogge che di solito si manifestano intensamente e che porteranno inevitabilmente ad un dilavamento che eliminerà non solo il suolo ma pure la polvere delle marne frantumate dagli scavi.


Ancora una volta alziamo lo sguardo al fronte collinare e ripetiamo a chi è disposto ad ascoltare: “Ma è davvero questo il patrimonio dell’umanità che v’immaginate? E l’umanità delle generazioni future come ci giudicherà? E gli ecosistemi che erano qui prima di noi in nome di cosa devono scomparire?”

Alessandra Zoppas

Amedeo Fadini

Europa Verde – Verdi Sinistra Piave

I Verdi chiedono informazioni al Comune sugli interventi di Confin

Vittorio Veneto, Confin, Valle di Caldaz, il sito dove nasce il Monticanello o Rio Col di Stella è riconosciuto SIC delle perdonanze e del corso del Monticano un’area protetta a livello europeo, che dovrebbe servire da corridoio ecologico per la biodiversità. In particolare in questo sito sono presenti habitat importanti per gli anfibi le piante delle zone umide… e buuum! Una bomba è caduta e l’area da verde è diventata un territorio lunare. Non è una frana (non ancora) ma l’ennesimo intervento di sistemazione agraria per nuovi vigneti.

Noi di Europa Verde – Verdi ci chiediamo se sia tutto in regola e tutto autorizzato: non c’è infatti nessun cartello di inizio lavori in tutto il perimetro, fonti del comune ci dicono che al proprietario in passato hanno contestato alcune irregolarità. Se è tutto abusivo, sembra impossibile fermare chi si ritiene padrone non solo del territorio ma anche della sua morfologia plasmata nei millenni. Se invece è tutto in regola, ci sembra una notizia ancora più drammatica: significa che nel pieno della core zone UNESCO il corso di un fiume tutelato possa essere interrotto e le rive coperte di limo, il paesaggio sconvolto, l’equilibro idrogeologico compromesso.

Il perimetro della SIC

“Abbiamo inviato una segnalazione via PEC al Comune di Vittorio Veneto e interpellato i Vigili perché verifichino la regolarità dell’intervento – dice Amedeo Fadini di Europa Verde – Verdi Sinistra Piave – e ci auguriamo che si possa fare chiarezza al più presto.

“Siamo qui dal 2013 – continua Alessandra Zoppas l’altra portavoce dei Verdi – per un progetto di agricoltura rigenerativa. Negli anni abbiamo visto cambiare radicalmente il territorio.”

Bruno, testimone oculare, dall’altro lato della collina assiste sconsolato ogni giorno alla distruzione di pascoli, argille e finanche dello strato roccioso sottostante.

Venite anche voi a vedere e diteci se davvero questo è il paesaggio che vogliamo per accogliere i turisti nel nostro territorio.

Un gran bel Congresso

Siamo felicissimi dell’esito del Congresso di Europa Verde – Verdi della Marca Trevigiana di sabato 26 febbraio.

Graditissimi i saluti di Angelo Bonelli, Portavoce Nazionale di Europa Verde – Verdi

E della Consigliera della Regione Veneto Cristina Guarda

L’importante relazione introduttiva del Portavoce Daniele Tiozzi.


Abbiamo eletto le cariche provinciali per il prossimo triennio:
sono stati riconfermati i Portavoce Provinciali Elisa Casonato e Daniele Tiozzi, è stato eletto il nuovo Esecutivo Provinciale con Lucia Ammendolia, Amedeo Fadini e Isabella Scortegagna (supplenti Giovanni Colombo, Alessandra Zoppas e Luca Saccone), confermato il Tesoriere Stefano Dall’Agata (che partecipa all’Esecutivo);
sono stati eletti inoltre i Consiglieri al Consiglio Federale del Veneto Di Europa Verde – Verdi Luca Saccone, Giovanni Colombo, Lucia Ammendolia, Elisa Casonato e Alessandra Zoppas.
Durante il Congresso abbiamo avuto modo di confrontarci con numerose associazioni impegnate nel territorio, per capire come dare voce politica alle istanze di cui loro si fanno portavoce quotidianamente.


Abbiamo inoltre avuto modo di dare spazio agli interventi di alcuni cittadini e ai rappresentanti di altri partiti politici.
Un confronto arricchente, utile, significativo.


LA DIREZIONE È CHIARA.
Il nostro impegno è quello di renderci sempre più presenti, attivi e numerosi nel territorio, coinvolgendo trasversalmente cittadini di diversa estrazione sociale, di tutte le età e anche di diversa provenienza politica.

Perché L’AMBIENTE È PATRIMONIO DI TUTTI, e la politica dovrebbe avere il compito di tutelarlo e difenderlo.
Avanti tutta!!


Il video della proclamazione degli eletti fatta da Elisa Casonato

Supermarket in Strada Ovest, ma anche NO!


Europa Verde–Verdi Marca Trevigiana dice STOP al consumo di suolo e alla costruzione di nuovi supermercati su aree verdi Comunali. Dopo aver evitato la costruzione di un nuovo supermercato nel Quartiere San Paolo, piomba nuovamente sulla cittadinanza l’incubo di ben due nuovi supermercati, il primo in strada Ovest (accanto al LIDL) e il secondo annunciato recentemente accanto alla rotonda Appiani, di fronte al già esistente Panorama.


Ricordiamo che il Veneto è secondo in Italia per consumo di suolo e La Marca è al 7° posto tra le 107 province italiane per percentuale di territorio utilizzato sul totale, seconda in Veneto solo a Padova e davanti a province come quelle di Roma, Torino, Bologna, Palermo (Rapporto ISPRA 2020). Inoltre Treviso città, con il suo 39,7% di suolo consumato (2.206 ettari) è il quarto comune del Veneto per utilizzo di territorio rispetto al totale.


Il tutto procede in modo indisturbato in deroga alla legge regionale sul Contenimento del Consumo di Suolo (L.R. 6 giugno 2017, n. 14) finalizzata a ridurre progressivamente il consumo di suolo non ancora urbanizzato, in coerenza con l’obiettivo europeo di azzerarlo entro il 2050. Particolare rilievo è dato dalla legge alla riqualificazione edilizia ed ambientale e alla rigenerazione urbana, che prevedono forme ed azioni quali la demolizione di opere incongrue o di elementi di degrado, il recupero, la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e lo sviluppo di tipologie edilizie urbane a basso impatto energetico e ambientale. 
Ma perché allora continua lo scempio del nostro territorio?


Europa Verde-Verdi della Marca Trevigiana ribadisce la necessità di attuare politiche che partano dalle reali esigenze della popolazione e da una profonda conoscenza del territorio. Le politiche devono essere sviluppate attraverso un processo di confronto costruttivo, che parta dal basso. Le periferie devono essere rigenerate e riqualificate e non più deturpate da insediamenti commerciali che impattano pesantemente dal punto di vista ambientale e non hanno nulla a che vedere con la reale richiesta del mercato.


Siamo inoltre d’accordo con la posizione di Ascom Treviso sulla necessità di promuovere e favorire i negozi di vicinato nei quartieri che continuano a morire a causa della concorrenza dei grandi centri commerciali. Le piccole attività commerciali sono punto di ritrovo e di riferimento, presidiano le strade e le rendono più sicure, promuovono il territorio e le produzioni locali e sono quindi più ecosostenibili. Ne deriva maggiore attrattività per i turisti e le nuove famiglie.


Dispiace vedere come la Giunta di Treviso che a parole si dichiara attenta al territorio, di fatto poi conceda nuove urbanizzazioni. Ci chiediamo inoltre, in un contesto di saturazione dei metri quadri commerciali, che vantaggio possa dare alla Città un altro supermercato. La città di Treviso deve ritrovare un nuovo equilibrio tra centro e periferia, ridando il giusto valore ad ogni quartiere, valorizzandone le peculiarità commerciali e preservandone le aree verdi rimanenti attraverso la realizzazione di nuovi parchi e boschi urbani.


Europa Verde-Verdi sarà sempre al fianco di chi, cittadini, associazioni e partiti, agisce per tutelare il territorio.

Isabella Scortegagna e Luca Saccone
Portavoce Circolo Grande Treviso Green di Europa Verde – Verdi