Elezioni Comunali in Provincia di Treviso 2021.

In un periodo storico, come l’attuale, di grave crisi ambientale, sanitaria, economica, sociale e politica, i Verdi ritengono necessario ricreare uno “spazio pubblico” di consultazione e partecipazione ove poter discutere di conversione ecologica, città per città, quartiere per quartiere, costruendo ponti tra sensibilità diverse, pensando a nuovi modelli, progetti e soluzioni che mettano al centro della politica, globale e locale, il benessere dei Cittadini nel rispetto dell’ambiente per un nuovo vero progresso.

Europa Verde-Verdi Marca Trevigiana pertanto sarà presente in tutti i Comuni della provincia di Treviso che andranno alle elezioni comunali nel 2021 ove possibile con il proprio simbolo “Europa Verde-Verdi”, in coalizione con altri partiti, liste, movimenti, in alternativa, con propri esponenti all’interno di liste che condividono le nostre stesse preoccupazioni, priorità e soluzioni.

Nei contatti con i partiti, liste civiche, movimenti chiederemo concretezza nei programmi: cosa fare, come fare, quali priorità.

Per 3 dei Comuni che andranno al voto poniamo già alcune questioni che consideriamo importanti.

Per il Comune di Villorba anzi la Città di Villorba serve un salto di qualità. Il 6.07.2010 veniva concesso a Villorba il titolo di Città. Da allora piuttosto poco si è fatto per rendere consapevoli gli abitanti delle sette frazioni del comune di essere Cittadini di un’unica Città con le sue caratteristiche peculiari. Non sono stati creati luoghi pubblici di aggregazione, sia per giovani che per anziani (piazze, parchi, sale, etc.); non è stata attivata una efficiente rete di trasporto pubblico tra i diversi “quartieri, né più servizi per i cittadini; “sembra” che i nostri Amministratori pensino ancora ad uno sviluppo del territorio comunale ispirato agli anni ‘50-‘80 e non a quello di una Città ecosostenibile del XXI° secolo. Una prima richiesta, per la salute stessa dei Cittadini, è quella di una bonifica in sicurezza della discarica di via Marconi prima dei lavori di completamento della Pedemontana che non ci sembra ad oggi ancora fatta.

Sulla più complessa questione dei rifiuti collegata alle infrastrutture è stata interessata la nostra Consigliera Regionale Cristina Guarda che si attiverà per fare un intervento in Consiglio Regionale.

A Conegliano diciamo un no deciso al consumo di suolo.

Per questo è tempo di accantonare il progetto della tangenziale sud da Campidui al palasport: ipotesi vecchia, che cancellerebbe quel poco di zona agricola rimasta a Campolongo con effetti negativi sull’area della rete ecologica Natura 2000 del Monticano.

Nelle aree non costruite e negli spazi pubblici si devono piantare più alberi, con la creazione di boschi urbani per contrastare il cambiamento climatico (come era già previsto dal PAES del 2016).

A Montebelluna ci attiveremo per una gestione proficua e sostenibile degli spazi; mobilità capillare dal centro alle frazioni, con lo scopo di dare attenzione ai piccoli esercizi commerciali di quartiere, implementazione del verde nell’area del centro, riqualifica e cura delle aree verdi nelle aree limitrofe, valorizzazione degli spazi culturali già presenti e creazione di un circuito artistico-culturale di livello, che possa trovare il suo centro nevralgico nel teatro che verrà costruito prossimamente, dando alla città un respiro culturale ampio, permettendo al contempo di mettere in luce le realtà culturali locali.

Invitiamo pertanto le Cittadine e i Cittadini residenti nei Comuni interessati alle elezioni comunali di contattarci; creiamo insieme una lista ecologista, trasversale, civica, proponendo e realizzando un programma per un futuro migliore dei nostri Comuni cementificati, inquinati, deturpati da decenni di sviluppo colpevolmente dissennato.

Elisa Casonato e Daniele Tiozzi

Co-portavoce Europa Verde – Verdi della Marca Trevigiana

Amedeo Fadini Europa Verde Verdi Conegliano

Ilaria Torresan Europa Verde Verdi Montebelluna

Castelfranco – Flash mob per il parco

Ieri (domenica18 aprile 2021 n.d.r.), più di un centinaio di persone hanno preso parte al flash mob” abbracciamo il nostro Parco” organizzato dai Verdi della Castellana i quali hanno dato sostegno ad un gruppo di mamme, che sono concordi nel non accettare che un Parco, così importante per Castelfranco Veneto, venga trasformato in parcheggio.

È stata una manifestazione partecipata , dove si è capito quanto sia sentito il tema ambientale. Le mamme del Parco si sono rivolte ai Verdi, proprio per la sensibilità che ha il nostro gruppo verso queste tematiche. I Verdi della Castellana sono concordi non solo nel chiedere che il parco non venga cancellato ma che ci sia bisogno di politiche di cura del territorio e di valorizzazione dei Parchi, che possano essere tutelati, resi fruibili e soprattutto accessibili a tutti.

L’inquinamento oggi non è soltanto ambientale, ma pure sociale; avere dei luoghi verdi ben tenuti che fungono anche da ritrovo per i ragazzi non può fare altro che bene, e è buono che siano curati perché l’incuria produce degrado. La cura dei luoghi è un valore fondamentale, un principio organizzativo volto ad una politica di sviluppo economico. Una città bella da vivere è una città bella da visitare.

Europa Verde Verdi della Castellana

A27 Nuovo Casello e nuova tangenziale, serve una analisi trasparente e un dibattito pubblico

Sui quotidiani locali del 16 aprile ci sono affermazioni entusiaste circa l’apertura del futuro casello di Santa Lucia di Piave sulla A27 e sulla necessità della Tangenziale sud di Conegliano.

Purtroppo non vien fornito nessun dato verificabile a supporto dei presunti benefici di queste opere.

Il casello è stato già bocciato dalla soprintendenza nel 2011 per il forte impatto sul paesaggio: secondo il sindaco di Santa Lucia di Piave dovrebbe servire “i poli industriali di Santa Lucia e Susegana e quello di Pieve di Soligo” ma non cita nessun numero riguardo al volume di traffico che verrebbe deviato o alle nuove imprese che arriverebbero. Nonostante il progetto abbia ricevuto numerose prescrizioni nella Valutazione di Impatto ambientale del 2009 non ci risultano pubblicati né sul sito della provincia né su quello del comune gli elaborati di progetto, ma quel che è più grave nessuno menziona il costo dell’opera o i tempi di realizzazione, né le fonti di finanziamento.

Anche per la tangenziale sud di Conegliano, della quale si discute da più di 20 anni, nessun numero ma solo convinte dichiarazioni del coordinatore provinciale di un partito che la definisce “un opera strategica e fondamentale per sgravare dal traffico di attraversamento est-ovest in particolare Campolongo e per raggiungere l’autostrada”. Non si cita nessuna simulazione in proposito, nessun progetto è pubblicato, nessuna stima dei costi: c’è solo un tracciato di massima approvato dalla Provincia nel 2008 e inserito nel Piano degli Interventi: anche il Gazzettino pubblica un tracciato differente disegnato a mano

Nonostante ci siano più di una legge regionale che dovrebbe impedire il consumo di suolo, non ci si preoccupa di quello mangiato da queste opere, oggi agricolo: un ex sindaco arriva a dire che la previsione di vincolo (non conformativo) della tangenziale “salvaguardia le zone a verde” il che testimonierebbe il fallimento della pianificazione regionale sul consumo di suolo.

Mettendo insieme le affermazioni sulle due opere la logica si arrende al nonsenso: non si capisce dove andrebbe a finire il traffico del distretto industriale di Pieve di Soligo, già in parte servito dai futuri caselli della Pedemontana (Montebelluna e Spresiano): dovrebbe imboccare il nuovo casello o raggiungere l’autostrada con la tangenziale Sud? Il traffico da ovest diretto a Sacile e dintorni dovrebbe forse prendere l’autostrada A28 a San Vendemiano per pochi chilometri a peso d’oro?

Noi di Europa Verde -Verdi della marca trevigiana crediamo che il tema della mobilità vada affrontato in maniera organica a livello di ambito, distinguendo la domanda di mobilità per le merci, per le persone, i percorsi urbani e locali e quelli più ampi. Ai problemi di mobilità vanno date risposte intelligenti, basate su dati certi e criteri scientifici, che tutelino la qualità dell’aria, il consumo di suolo e il paesaggio. Serve una visione di lungo periodo che porti ad un modo di muoversi più sostenibile.

Il trasporto ferroviario, la mobilità elettrica, le piste ciclabili, il trasporto pubblico sono tutti tasselli di una soluzione integrata che comprende anche nuove modalità di logistica leggera per l’ultimo miglio. Per il traffico pesante forse si possono ottenere migliori risultati liberalizzando alcuni tratti della A27 o aggiungendo corsie complanari per servire anche altre aree (come la zona industriale di Vittorio Veneto o l’area di Carbonera), con impatto minimo su suolo e ambiente.

Chiediamo fortemente che i progetti vengano pubblicati e discussi con la partecipazione di cittadini e associazioni: l’Italia si è dotata da poco di una legge che prevede il dibattito pubblico sulle grandi opere: non è obbligatoria per opere di questa dimensione ma nemmeno proibita e con una durata di pochi mesi non porterebbe rallentamenti ma velocizzerebbe la chiusura di questi processi, anche con la rinuncia ad quelle opere che hanno un rapporto costi/benefici sfavorevole.

Se la Regione, la Provincia, Comuni e ASPI volessero aprire i cassetti di questi progetti fermi da anni e avviare una vera partecipazione probabilmente arriveremmo a soluzioni di migliore qualità progettuale e minore impatto evitando conflitti inutili. Questi sono infatti gli scopi del dibattito pubblico, ma la partecipazione è una componente essenziale (obbiettivo 16.7) degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU per il 2030, che molti citano senza conoscere.

Adelino Andreuzza

Referente viabilità infrastrutture

Europa Verde Verdi della Marca Trevigiana

Amedeo Fadini

Europa Verde Verdi Conegliano

Daniele Tiozzi Elisa Casonato

Co-portavoce Europa Verde Verdi della Marca Trevigiana

Riferimenti dibattito pubblico:

https://www.mit.gov.it/documentazione/cndp-commissione-nazionale-dibattito-pubblico

http://www.vita.it/it/article/2020/09/10/il-dibattito-pubblico-affossato-prima-ancora-di-nascere/156584/

Assoggettabilità VIA casello Santa Lucia

https://va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Documentazione/547/645

Espropri Autostrade per l’italia

http://www5.autostrade.it/espropri-wcm.nsf/vwESPDT/680E12FDB2FEF01AC125779E00298DE9?opendocument&initPos=2

Parco dello Storga, un bene comune dei trevigiani

PARCO DELLO STORGA, UN BENE COMUNE DEI TREVIGIANI

Il Parco dello Storga è un’area protetta gestita dalla provincia di Treviso, istituita negli anni ‘90 con lo scopo di tutelare il patrimonio naturalistico ed etnografico locale. Si estende tra i comuni di Treviso e Carbonera su un’area di 67 ettari nei quali sono proibite la caccia e la pesca.

Il parco è caratterizzato da diversi ambienti, che comprendono aree in rimboschimento (49 ettari), campi chiusi, uno stagno artificiale circondato da canneto, siepi perimetrali e soprattutto dalle risorgive del fiume Storga, un affluente di sinistra del fiume Sile, le cui sorgenti si trovano a nord-est di Treviso nella zona di Sant’Artemio.

La maggior parte dei fiumi della Marca sono alimentati dai fontanili o polle risorgive; le acque sotterranee provenienti dalle montagne, quando nel sottosuolo incontrano strati di sedimenti impermeabili, affiorano e danno origine alle sorgive. Le sorgive sono caratterizzate da una portata continua e da una temperatura che oscilla tra i 10° e 14°.

La vegetazione arborea è molto varia e caratterizzata da specie autoctone tipiche della pianura Padano-veneta come la farnia, il carpino bianco, l’olmo campestre, l’acero campestre, il frassino e il nocciolo. Nelle zone più prossime agli acquitrini e ai corsi d’acqua si incontrano invece le specie cosiddette igrofile, che prediligono gli ambienti umidi, come i pioppi, i salici e l’ontano nero.

Anche la flora erbacea è molto ricca, differenziandosi a seconda degli ambienti in cui si trova (bosco, prato, acquitrino, fiume) e presenta diverse specie di fiori ormai divenute rare. In particolare a seconda del gradiente idrico al suolo si distinguono: la vegetazione acquatica (con le radici immerse nell’acqua), la vegetazione palustre (costanza e variabilità delle presenza dell’acqua) e la vegetazione ripariale (del bordo dei corsi d’acqua e degli stagni) caratterizzata dalla modalità di disposizione delle specie vegetali tipica.

Il Parco dello Storga inoltre è rifugio e luogo di riproduzione di diverse specie di mammiferi (scoiattolo, volpe, donnola, faina, etc.) e numerosissime specie di uccelli – finora 120 censite – acquatiche e non. Notevoli anche la comunità di rettili e anfibi tra cui si possono annoverare la rana di lataste, il tritone punteggiato e la tartaruga palustre europea e quella degli insetti, in particolare le farfalle. Un vero e proprio scrigno di biodiversità a due passi dal centro di Treviso.

PERCHÉ LE ZONE UMIDE COME IL PARCO DELLO STORGA SONO COSÌ IMPORTANTI?

Le zone umide sono ambienti che hanno un’estrema importanza sul territorio da diversi punti di vista:

Idrogeologico. Ricoprono un’importante funzione nell’attenuazione e regolazione dei fenomeni naturali come le piene dei fiumi. Le paludi lungo i corsi d’acqua, ad esempio, hanno un effetto a “spugna”: raccolgono le acque durante le piene, diluendo inquinanti e rallentando il deflusso delle acque e riducendo il rischio di alluvioni, restituiscono, poi, al fiume, durante i periodi di magra, parte delle acque accumulate. Sono, inoltre, importanti serbatoi per le falde acquifere.

Chimico – fisico. Sono “trappole per nutrienti”. La ricca e diversificata vegetazione delle zone umide conferisce a questi ambienti la capacità di assimilare nutrienti (composti di P, N) e la possibilità di creare condizioni favorevoli per la decomposizione microbica della sostanza organica. Sono dei “depuratori naturali”.

Biologico, sono serbatoi di biodiversità. Paludi, delta dei fiumi, torbiere e, comunque, tutte le zone umide sono tra gli ambienti con la più elevata diversità biologica. Rappresentano, a livello mondiale, una delle tipologie di habitat più importanti per la conservazione della biodiversità. Tra gli uccelli minacciati di estinzione a livello mondiale, ad esempio, 146 specie dipendono dalle zone umide, che rappresentano il terzo gruppo di ambienti per numero di specie minacciate (dopo le foreste e le praterie/savane).

Produttivo. Molte zone umide, soprattutto costiere, sono estremamente importanti per la riproduzione dei pesci e di conseguenza per la pesca. Lagune e laghi costieri, inoltre, ricoprono grande importanza per l’ittiocoltura o la molluscocoltura.

Fruitivo e/o educativo. Le zone umide sono utilizzate per svariate attività, tra cui il birdwatching che è divenuta simbolica del cambiamento di approccio verso questi ambienti. Le Oasi WWF e LIPU ad esempio costituiscono luoghi elettivi per l’osservazione dell’avifauna acquatica e sono visitate da migliaia di persone all’anno.

Culturale e/o scientifico. Ad esempio, dallo studio dei profili pollinici nelle torbiere è possibile ricostruire le vicende ecologiche, climatiche ed evolutive del territorio in cui questi ambienti sono situati. Inoltre, molte zone umide ancora attualmente presenti testimoniano passate attività umane (fontanili, marcite, macereti…).

PERCHÉ IL PROGETTO DELLA CASA DI RIPOSO E’ SBAGLIATO

La costruzione di un’opera simile, comporterebbe l’impermeabilizzazione di un’ampia superficie andando a stravolgere l’equilibrio di un ecosistema estremamente delicato come quello di risorgiva. Le conseguenti soluzioni per la depurazione delle acque di scolo inoltre metterebbero a rischio inquinamento le acque di risorgiva.

IN SINDACO E IL CONSIGLIO COMUNALE FACCIANO CHIAREZZA

Prendo atto della dichiarazione del Sindaco Conte che dice “A ridosso dello Storga non si farà nessuna casa di riposo, non posso però non rilevare che è stato un Atto pubblico del Comune di Treviso a rendere possibile la presentazione del progetto con la trasformazione della destinazione d’uso dell’area da “opere pubbliche” a “opere di interesse pubblico”.

E facendo mio il detto “carta canta e villan dorme”, non per non volermi fidare delle dichiarazioni del Sindaco, chiedo che Mario Conte e il Consiglio Comunale facciano chiarezza e modifichino la destinazione d’uso, ripristinando quella precedente.

Come già detto anche da altri, si verifichi la possibilità di realizzare un’opera di quel tipo nell’area dell’ex Brefotrofio, e si vada a creare, in modo sostenibile (leggero e senza ulteriore cemento, vista la delicatezza dell’area, un parco urbano fruibile dalla cittadinanza.

Dott. Luca Saccone – Direttivo Provinciale Europa Verde Verdi della Marca Trevigiana

Referente parchi, verde e benessere animale Europa Verde Verdi del Veneto

Pista ciclabile di V.le Vittorio Veneto: una storia infinita…

Dopo oltre vent’anni, ancora a discutere della pista ciclabile di V.le Vittorio Veneto, progetto da sempre fallito in quanto poco e mal utilizzato dalla cittadinanza essendo malfatto e pericoloso, oltre che deturpativo nei confronti di uno dei più bei viali di Treviso.

Ricordiamo che le piste ciclabili devono, per legge, essere separate dal traffico veicolare mediante protezioni che garantiscano la massima sicurezza, non come nella situazione attuale in cui c’è un dislivello secco di parecchi centimetri.

Un flop totale che viene riproposto utilizzando un cospicuo finanziamento che sarebbe molto più utile, se la giunta leghista avesse effettivamente a cuore un progetto di mobilità sostenibile per la Città, e avesse la cultura politica per realizzarlo, per la costruzione di piste ciclabili in zone in cui mancano del tutto e in cui ve ne è davvero bisogno, nonché per la sistemazione e manutenzione di altre strade e/o marciapiedi che ne abbiano realmente la necessità.

Constatiamo, infine, che, a distanza di troppo tempo, e contravvenendo alle molteplici richieste dei cittadini che risalgono a oltre vent’anni fa, si progetta la demolizione della pista ciclabile già in essere, il suo rifacimento nonché la costruzione di una seconda pista ciclabile in direzione opposta che, oltre a deturpare definitivamente i nostri bellissimi “passeggi”, costituirebbe un ulteriore sperpero di denaro da parte del Comune di Treviso a danno dei suoi concittadini.
Al proposito rileviamo che l’ex Sindaco Gentilini, a 20 anni di distanza ammette l’errore di allora, sostenendo di essere stato “costretto” a realizzare la pista, ci farebbe piacere se nel contempo producesse delle scuse per l’assoluta mancanza di ascolto data allora ai cittadini, invece di sottolineare come questo nuovo progetto sia invece buonissimo e da portare avanti.
Ci sorge spontanea una domanda Dott. Gentilini, se 20 anni fa lei ha sostenuto una cosa contraria alla propria opinione, per quale ragione la cittadinanza di Treviso dovrebbe crederle ora quando sostiene la bontà del progetto in essere?

Chiediamo, pertanto, all’amministrazione leghista, una rinuncia al progetto in questione, mentre riteniamo che sarebbe necessaria la messa in sicurezza del lato a ridosso del manto stradale, nonché maggiori controlli sul rispetto delle regole di circolazione, in modo tale che i ciclisti vengano fatti transitare ordinatamente, e che, soprattutto all’interno dei vialetti, non si crei il rischio di incidenti tra i ciclisti e tra gli stessi verso i pedoni, tra i quali molta utenza fragile: bambini, anziani, genitori con carrozzine.

Europa Verde Verdi – Circolo Alex Langer Treviso

Anna Guzzella e Stefano Dall’Agata

Cemento allo Storga: una pugnalata al cuore verde di Treviso

Apprendiamo in questi giorni con grande rammarico che la Cooperativa Provinciale Servizi ha presentato in comune il progetto per la realizzazione di una struttura residenziale per la terza età in zona Acquette, si tratterebbe di un’opera edilizia di entità sufficiente ad ospitare fino a novanta persone.

Nessuna rassicurazione circa l’attenzione alla sostenibilità dell’intervento può rassicurarci rispetto all’impatto ecologico devastante che un’opera simile avrebbe sul limitrofo Parco dello Storga, area di risorgiva e bacino di biodiversità di valore inestimabile per la città di Treviso. Oltre alla volumetria della struttura infatti, il progetto, i cui incartamenti non sono ancora stati resi pubblici, dovrà necessariamente prevedere anche un’enorme superficie impermeabilizzata che richiede complesse soluzioni per depurare le acque di scolo, con notevoli rischi per un’area di risorgiva.

Come Verdi – Europa Verde della Marca Trevigiana ci chiediamo inoltre quale possa essere la necessità di ulteriori edificazioni una zona in cui le possibilità di riqualificazione edilizia non mancano. A poca distanza sorge infatti uno dei molti edifici fatiscenti presenti sul territorio del comune: l’ex brefotrofio; il quale, convertito in un secondo tempo in scuola, è ora un’area abbandonata e già compromessa, che potrebbe essere utilizzata con fini di utilità pubblica. Un recente indagine di Italia Nostra inoltre ha evidenziato su tutto il territorio comunale decine di aree di degrado, i cosiddetti buchi neri, che un’amministrazione che ha a cuore realmente la città dovrebbe pensare a recuperare prima di approvare nuovi progetti a discapito dell’ambiente.

Ca’ Sugana invece, dopo aver permesso l’allargamento di destinazione dell’area da “opere pubbliche” a “opere di interesse pubblico”, permettendo quindi l’edificazione di strutture di interesse socio-sanitario, sta ora valutando l’impatto dell’opera in termini urbanistici e di portata sociale. Chiediamo con forza che l’amministrazione non si lasci blandire da vaghe rassicurazioni riguardo alla sostenibilità ambientale del progetto e tanto meno che ceda a interventi di greenwashing che mascherano, dietro a un felice connubio tra ecologia e sociale, gli interessi di chi vuole continuare a soffocare nel cemento la nostra bella regione, già tristemente in cima alla classifica italiana per quello che concerne il consumo di suolo.

La migliore opera pubblica che si possa pensare per l’area dello Storga è il suo ampliamento, la sua salvaguardia, e la sua manutenzione costante.

Europa Verde Verdi della Marca Trevigiana

Daniele Tiozzi e Elisa Casonato Co-Portavoce

Amedeo Fadini

Europa Verde Verdi Circolo Alex Langer Città di Treviso

Isabella Scortegagna, Stefano Dall’Agata, Francesco Negro, Giuseppe Pettinati, Anna Guzzella

Come in Spagna: lavorare meno, lavorare tutti

Europa Verde Verdi della Marca Trevigiana condivide e fa propria anche per l’Italia la proposta spagnola di una settimana lavorativa di soli quattro giorni per un totale di 32 ore; diminuendo l’orario, ma non il salario, e con un progetto pilota da lanciare nelle aziende interessate per testare la sperimentazione, la sentiamo vicina ai nostri valori e crediamo che si debba pensare ad un suo sviluppo anche in Italia.

Lavorare meno, lavorare tutti è un motto storico del movimento sindacale, che si sposa con il motto di Alex Langer “lentius, profundius e soavius”, la sua applicazione pratica potrebbe avere riscontri positivi sulla salute dei lavoratori, sul ben vivere familiare, senza dimenticare che dove riduzioni di orario ci sono state si sono visti effetti benefici anche sulla produttività delle imprese.

Daniele Tiozzi e Elisa Casonato

Co-Portavoce Europa Verde Verdi della Marca Trevigiana

Stefano Dall’Agata

Referente Lavoro Europa Verde Verdi della Marca Trevigiana

Aeroporto Canova: di Commissari VIA e nuove lottizzazioni

Ci lasciano in parte sconcertati le dichiarazioni dell’Assessore Manera di Treviso, non tanto per la sua parte come Assessore, che mostra come la Lega abbia sempre fatto il gioco delle tre carte con i cittadini di Treviso e di Quinto, indifferente ai disagi portati da migliaia di voli sopra le teste degli abitanti di Quinto, Canizzano, Santa Maria del Sile, San Zeno e San Lazzaro.

Troviamo imbarazzante la dichiarazione sulla sostenibilità ambientale raggiunta grazie a lui e al Sindaco Mario Conte, come se il merito non fosse invece dei decenni di lotte da parte del Comitato Aeroporto, con analisi scientifiche e puntuali, a cui le Amministrazioni leghiste hanno sempre guardato con supponenza.

Ma questo fa parte di considerazioni che fanno parte del confronto politico, un confronto in cui noi Europa Verde Verdi della Marca Trevigiana mettiamo al primo posto le ragioni dell’ambiente con il Parco del Sile, e la salute e il benessere dei cittadini, mentre per la Lega ci pare evidente che quello che conta veramente siano gli affari di SAVE e del suo Presidente Marchi.


Quello che proprio non possiamo tollerare è che Alessandro Manera rivendichi dette cose in quanto ex Commissario VIA. Perché se è nella normalità delle cose che un Assessore risponda alla propria maggioranza e a un programma elettorale, nella funzione di Commissario si risponde delle analisi fatte in base alle proprie competenze tecniche e a quanto prescrive la Legge, in funzione dell’interesse generale, e non dell’interesse di una parte. Da quanto dichiarato non possiamo non prendere atto del fatto che nel ricoprire il ruolo di Commissario ci sia stato una sorta di cortocircuito e di conflitto di interesse tra il rispondere alla funzione assegnata e i dictat della propria parte politica.


Una parte politica che ha sempre usato l’esistenza storica dell’aeroporto come scusa nei confronti dei cittadini, dimenticando volutamente che il centro storico di Quinto esisteva da prima dell’Aeroporto Canova; e che ora pare stia andando ad approvazione della lottizzazione “Panatta” che dovrebbe essere realizzata proprio sotto la rotta della quota di aerei che decolleranno in direzione di Treviso:
Ci viene da chiedere al signor Panatta e alla Giunta di Treviso se pensano che possa avere mercato l’ennesima speculazione edilizia nel territorio comunale, ben sapendo che altre lottizzazioni sono in via di completamento in un mercato immobiliare che è ormai saturo.

Daniele Tiozzi e Elisa Casonato

Co-portavoce

Europa Verde Verdi della Marca Trevigiana

Stefano Dall’Agata

Europa Verde Verdi Città di Treviso

Quale IVA per la carne?

La produzione di carne è uno dei principali fattori che contribuiscono all’inquinamento del Pianeta. Occorrono quindi azioni mirate al fine di disincentivare il più possibile il consumo di prodotti animali, da mettere in pratica in tempi brevi.

Europa Verde Verdi della Marca Trevigiana propone quindi un piccolo, ma deciso passo in questa direzione:

aumentare gradualmente l’IVA sulla carne fino al 22% (rispetto al 10% attuale) accompagnato da una riduzione per i prodotti provenienti da agricoltura biologica nell’ambito di un progetto complessivo di ridefinizione dell’Iva e in base al principio “chi inquina paga”.


Proposte analoghe sono già in discussione al Parlamento Europeo, nonché in vari paesi europei come Danimarca, Svezia, Germania.

La carne andrebbe infatti considerata come bene di lusso in quanto sistema inefficiente di produzione del cibo. Ecco qualche numero:

  • IMPATTO AMBIENTALE:

1) Il 14% delle emissioni globali è causato dall’allevamento

2) Oltre 1/3 della produzione agricola mondiale serve per sfamare gli animali da allevamento. Solo l’11% si traduce in cibo per l’uomo; il restante 26% viene sprecato nella conversione. Se si indirizzassero queste risorse alla nutrizione di persone anziché di animali, si potrebbero sfamare miliardi di persone.

  • COSTI INDIRETTI: per ogni chilo di carne bovina o suina si stimano 19€ di costi aggiuntivi ambientali che si ripercuotono sui consumatori, e che si traducono in smog, consumo di suolo, inquinamento delle falde acquifere, ma anche malattie correlate all’eccessivo consumo di carne, come patologie cardiovascolari o particolari forme di cancro).
  • PANDEMIE E ANTIBIOTICO RESISTENZA: gli avvertimenti arrivano ormai dagli scienziati di tutto il mondo. Persino il report delle Nazioni Unite dello scorso 6 luglio ha dichiarato gli allevamenti pericolosa fonte di insorgenza di pandemie, a causa delle terribili (nonché eticamente inaccettabili) condizioni igieniche cui sono sottoposti gli animali da allevamento. Le pandemie come il COVID 19 vengono infatti definite “prevedibili, in quanto risultato preannunciato del modo in cui la popolazione umana si procura e produce il cibo, commercia e consuma animali e infine altera l’ambiente circostante”.

Se ciò ancora non bastasse, va considerato che l’Italia è il primo importatore mondiale di carne dall’Amazzonia, che va a finire soprattutto nei preparati (sughi pronti, brodo, surgelati e anche omogeneizzati per bambini e bresaola che poi viene venduta come IGP, dato che la normativa lo permette). Ciò comporta ulteriori danni alla salute delle persone e all’ambiente (per esempio il trasporto della merce, senza contare il gravoso problema della deforestazione che da anni colpisce l’area della foresta amazzonica proprio per ricavare terreni utili all’allevamento o alla produzione di mangimi comunque destinati agli animali da allevamento. Secondo le stime del WWF la percentuale di disboscamento per fare spazio agli allevamenti ammonta all’80%).

In altri termini, la carne a buon mercato ha in realtà un impatto devastante in termini di costi collaterali. E’ quindi per noi prioritario e urgente vagliare delle proposte che fissino un prezzo congruo per un sistema di produzione che consuma ben più di quanto produce (1 kg di carne = 15000 l di acqua, contro i 500/2000 l di acqua per un kg di legumi).

Daniele Tiozzi e Elisa Casonato

co-portavoce Europa Verde Verdi della Marca Trevigiana

Ilaria Torresan, Stefano Dall’Agata

Europa Verde Verdi della Marca Trevigiana

Cava Morganella: si ricorra al TAR per salvare le acque

Europa Verde Verdi della Marca Trevigiana relativamente alla questione dell’aumento della profondità di scavo nella cava Morganella in deroga alla vigente normativa come autorizzata dal C.R. In data 31.12.2020, esprime la propria volontà di continuare le iniziative di sensibilizzazione della cittadinanza e di protesta civile, pronta alla mobilitazione per le iniziative unitarie che vengono proposte da più parti.

Ritiene assolutamente indispensabile che vengano adite le vie legali per evitare la decorrenza dei termini per l’opposizione al provvedimento sopra citato, e quindi sprona le Amministrazioni di ATS e dei Comuni interessati, a partire da Treviso, Ponzano e Paese, affinché promuovano ricorso di opposizione presso il TAR del Veneto.

Europa Verde Verdi pertanto auspica una iniziativa congiunta da parte di tutti gli interessati, superando le differenze politiche, affinché si possa tutelare in ogni sede il diritto alla Salute e la salvaguardia della Acqua potabile come bene comune per la collettività, in linea con la volontà popolare che si è espressa in Italia con la vittoria del Sì al Referendum del 2011.

Daniele Tiozzi e Elisa Casonato – Co-Portavoce Federazione Europa Verde Verdi Della Marca Trevigiana

Andrea Ascione, Stefano Dall’Agata, Isabella Scortegagna – Europa Verde Verdi della Marca Trevigiana

Park per disabili al Parco Eolo

Il Parco Eolo, ricavato nell’area di quello che era il campo sportivo dell’Eolo, ha avuto un percorso travagliato, l’Amministrazione leghista aveva deliberato la sua trasformazione in parcheggio, poi la seguente Amministrazione di centro-sinistra aveva deciso di mantenerlo come area verde, facendo partire un progetto per la sua riqualificazione, giunto alla sua conclusione con l’inaugurazione a fine dell’anno scorso.


Noi di Europa Verde Verdi Treviso esprimiamo soddisfazione per il risultato raggiunto, il Parco era una necessità per il quartiere e la cospicua frequentazione di giovani e meno giovani ne è la prova.
Notiamo però una mancanza, forse dovuta a disattenzione, o forse perché programmata più in là nel tempo, la non presenza di stalli dedicati al parcheggio delle auto per i disabili. Stalli che secondo noi andrebbero posizionati vicino alla costruzione interna al Parco che appare destinata ai servizi, anche ridefinendo lo spazio per cicli e motocicli che sembra, soprattutto per i primi, abbastanza sovradimensionato.

Si tratta di un intervento abbastanza semplice e a basso costo, per cui ci auguriamo che prontamente l’Amministrazione possa porre rimedio alla lacuna.

Europa Verde Verdi Città di Treviso Circolo Alex Langer

Stefano Dall’Agata

Isabella Scortegagna

Giuseppe Pettinati